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“Né uno, né ciascuno sono tutto, ma solo tutti, e solo l’unione di tutti, sono il tutto”


Progetto : "FEDERAZIONE MARIANA CUORE IMMACOLATO DI MARIA"

Origine

Si fonda su un patto tra aggregazioni, gruppi di preghiera ed istituti mariani, che quale espressione del Cuore Immacolato di Maria, conservando la loro specifica identità, mettono in comune i doni ricevuti per realizzare iniziative condivise.

Nome e identità

Si chiama "Cuore Immacolato di Maria" perché è totalmente consacrata al Cuore della Vergine come strumento vivo, docile ed efficace, per portare Cristo al mondo attraverso testimonianze unitarie.

Scopi

Approfondire il ruolo di Maria nella Chiesa e diffondere la consacrazione al Suo Cuore Immacolato nel mondo.
Promuovere la diffusione delle verità di fede e della dottrina sociale della Chiesa.
Sviluppare la comunione tra le aggregazioni cristiane, in particolare mariane, e tra queste e la Chiesa istituzionale.
Realizzare iniziative comuni di evangelizzazione e carità.




Una sfida sull'unità

Sabato 7 giugno 2003, presso la Pontificia Università Lateranense a Roma, si è svolta la prima convocazione organizzata dalla C.E.I. dei rappresentanti della aggregazioni componenti la Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali (CNAL) per riflettere insieme sul tema “comunicare il vangelo in un mondo che cambia”. Si è comunemente ritenuto che alcune affermazioni fatte da S. E. Mons. Paolo Rabitti , rappresentino pietre miliari per un  percorso comune delle varie componenti del laicato cattolico aggregato italiano. A seguire alcuni stralci:

- Dall’introduzione di  S. E. Mons. Giuseppe Betori -
.... Ai laici oggi è chiesta una capacità di elaborare, il più possibile in modo corale, una visione cristiana della vita, anzi stili di vita legati al Vangelo.Vale ancora la pena di soffermarsi a discutere di quale laicato essa necessita per comunicare il Vangelo oggi? In questa linea siamo condotti al cuore del Concilio Vaticano II, e cioè alla chiamata universale alla santità. Troppo spesso oggi la Chiesa viene percepita come una presenza esterna rispetto ai più importanti processi culturali in atto, non trascurabile, per la sua storia e il suo lascito spirituale, ma in fondo marginale rispetto ai grandi mutamenti che coinvolgono la società...

- Dall’intervento di  S. E. Mons. Paolo Rabitti
... Laici, e laici aggregati, proviamo a fare una cosa. Buttiamo via, se riusciamo, le nostre autoreferenzialità, cominciamo non più a parlare delle nostre “targhe”, ma parliamo dei nostri doveri verso la globalità del popolo di Dio.E ancora, stiamo attenti di non sottrarci alla pluralità del popolo di Dio perché i gruppi servano alla Chiesa. Allora la Chiesa vede nei gruppi una crescita, ma se i gruppi privatizzano la Chiesa, allora essa li ritiene nocivi. C’è stata una immaturità di tutti, immaturità quasi cronica di tutti noi, voi vescovi, preti, noi laici, noi gruppi, ma adesso viene il tempo della maturità”. Se “coordinamento” vuol dire “livellamento”, tutti siamo in fila bene, la processione del laicato è molto estetica per la televisione, ma è potatura negativa. A me sembra, però, che oggi né abbiamo voluto fare normalizzazione dei gruppi del CNAL, né abbiamo fatto una tipologizzazione, cioé che tutti debbano trovare il loro recipiente senza di cui saranno scomunicati, e, nemmeno anche un egualitarismo facile, cioé tornare, in qualche modo, ad un laicato amorfo. Questi sono peccati che non ci riconosciamo. Allora, cosa abbiamo fatto? Abbiamo tentato di dire che:
- Ogni gruppo si faccia accogliere dalla Chiesa nel meglio di se stesso, cioé la  Chiesa lo riconosca ed egli si renda utile alla Chiesa per quello che  è.
- Ci educhiamo alla estroversione. Cioé i gruppi non sono nella CNAL per rivendicare il proprio spazio, ma sono nella CNAL per rendere viva la Chiesa dell’Italia.
- Vogliamo rivendicare il nostro “proprium”, magari a gomitate, ma siamo gruppi che vogliono abituarsi alla vicendevole realizzazione e alla vicendevole relazionalità.
E infine abbiamo detto: Facciamo un ingaggio di ciascuno dei gruppi affinché la globalità del tutto sia in qualche modo meglio servita. Uno slogan, già sentito, che propongo per la CNAL è: “Né uno, né ciascuno sono tutto, ma solo tutti, e solo l’unione di tutti, sono il tutto”. Questa è la Chiesa! Sotto questo profilo ci siamo detti: Cosa fare?

Ogni gruppo cerchi di ritrovare l’obiettivo essenziale di se stesso. Gruppi discretamente omogenei per obiettivo, si fondano insieme, non livellandosi, ma facendo una specie di piccola aggregazione delle aggregazioni, e si diano un responsabile. Poi, quando tutti i gruppi, sono 60 e più, si sono dati la loro peculiarità e si sono dati il responsabile della realtà di cui fanno parte, allora questi responsabili potrebbero diventare l’organo operativo del laicato organizzato italiano. Poi, questo gruppo potrebbe darsi il rappresentante momentaneo della segreteria generale che avrebbe il compito di dialogare con le altre realtà italiane. Detto questo, allora noi procederemo. Mi è stato chiesto che questo progetto venga in qualche modo elaborato. Io ho risposto che questo progetto è in mano vostra. Il vescovo che è incaricato di questo vi ha dato la chiave di avviamento, ma “non il vescovo genera la Chiesa, ma la Chiesa si autogenera”.

(Per una sintesi più estesa :http://federazionemariana.it/images/cei_e_movim.pdf